CHIESA DI SAN FRANCESCO 

La Chiesa di San Francesco è un edificio costruito sui resti della preesistente Chiesa di S. Andrea. Internamente si presenta con un’unica navata a capriate di legno, a cui si accede dalla porta trecentesca dell’ingresso principale.

Al termine della navata, l’abside è coperta da una volta a crociera definita da archi a sesto acuto di chiaro stile gotico.

La facciata invece è caratterizzata da bozze di pietra e dal tetto a capanna.

Le diverse caratteristiche che presenta la Chiesa, dedicata al Santo di Assisi, ci rivelano l’interessante percorso fatto da questo edificio durante le varie epoche che si sono succedute nella sua storia: dalla costruzione, che risale agli anni della prima diffusione della regola francescana, all’avvento del saccheggio francese, sotto l’egida di Napoleone, che l’ha privata di molte delle sue opere d’arte, alla parziale ristrutturazione inglese durante la seconda guerra mondiale, per giungere poi a quella definitiva dei nostri anni, che ha restituito alla nostra comunità un simbolo di alto valore storico e artistico.

Di notevole rilievo è anche l’antico chiostro adiacente la Chiesa caratterizzato da una splendida porta centrale a sesto acuto, circondata da due bifore, realizzata interamente in pietra.

 

 

 

 

 

PIEVE  DI SAN CRESCI IN VALCAVA

Nella Frazione di San Cresci in Valcava, uno dei lembi di terra più belli ed ameni del Mugello, sorge un’antichissima pieve romanica. È il luogo in cui germogliò nel 25 d.C. il cristianesimo nel Mugello, al tempo di Decio Imperatore, grazie all’opera di San Cresci e dei suoi compagni martiri (Enzio, Panfila, Onione e Cerbone).

San Cresci costituisce il simbolo culturale più interessante dell’intera area mugellana, leggendario evangelizzatore di queste terre, il cui sacello, in Valcava, si sarebbe iscritto in un antico spazio sacrale pagano. Nel 1613 il cardinale Marzi-Medici vi fece condurre uno scavo archeologico e rintracciò le fondamenta di un tempio dedicato a Esculapio. Sempre a lui si sarebbe dovuta, qualche anno dopo (1619) una solenne ricognizione sulle reliquie del santo e dei suoi compagni di martirio. Il riconoscimento ufficiale del culto ad opera di Clemente X nel 1676 assicurava ai martiri di Valcava un ruolo significativo nel santorale familiare e patriottico dei Medici: ruolo che Cosimo III avrebbe confermato nel 1703, facendo erigere in loro onore un ricco altare nella pieve di San Cresci. 

La Pieve di San Cresci in Valcava risale al VI secolo. Nel luogo in cui essa si trova, molto probabilmente c’era un tempio pagano, perché gli scavi ne fecero trovare le fondamenta, insieme a monete romane (fra le quali alcune dell’Imperatore Decio), pietre scolpite con serpi, ossa di animali sacrificati e altri oggetti. Si ritiene che in questo luogo sia avvenuto il martirio di San Cresci del quale la chiesa conservava il cranio, custodito in un busto-reliquiario in argento ( XVIII secolo ), voluto da Cosimo III su disegno di Foggini (adesso nella chiesa di Sagginale). Anche la Madonna col Bambino e Angeli del Maestro della Madonna Strauss, della chiesa di San Cresci, si trova oggi a Sagginale.

Nella pieve di San Cresci in Valcava si trovano le ossa e le ceneri dei martiri Enzo, Omnione e Panfila, riconosciute nel 1613 e situate in urne di marmo negli altari laterali e sotto la gradinata dell’altar maggiore. Questa chiesa fu consacrata nel 1703. Nel 1700-1702 essa subì dei restauri e nel 1704 fu costruito il portico. Anticamente era costruita con bozze di pietra, aveva tre navate, tre piccole finestre sulla navata laterale ed altre tre nell’abside. I restauri furono commissionati da Cosimo III: la chiesa, con la bolla di Innocenzo III, fu annessa al convento dei padri Gesuiti di Firenze.

La chiesa conserva affreschi raffiguranti la Storia del Martirio di san Cresci, opera dell’Ademollo, che furono danneggiati dal terremoto del 1919, un dipinto che rappresenta la Madonna col Bambino, eseguita "alla maniera" del Gaddi, due tabernacolini, la Decollazione di San Cresci, opera di Francesco Lapi del 1615. Il fonte battesimale di pietra è in forma ottagonale. Vi sono inoltre : Il Transito di San Cresci con i Santi Enzo e Omnione e San Panfila e San Cerbone, opere di Carlo Ventura eseguite su commissione di Cosimo III.

Nel XIII secolo il territorio di San Cresci fu sotto la giurisdizione dei vescovi fiorentini. Vicino alla chiesa si trova l’Oratorio di Cerbone fatto costruire da Cosimo III e l’Oratorio della Vergine Maria, detta Della Febbre.