Unità Pastorale

di Borgo San Lorenzo, Olmi, San Cresci - Sagginale, Piazzano

 

Dal  Catechismo della Chiesa Cattolica

 

CHE COS'E' LA PREGHIERA?

 

«Per me la preghiera è uno slancio dei cuore, è un semplice sguardo gettato verso il cielo, è un grido di riconoscenza e di amore nella prova come nella gioia»[1].

La preghiera come dono di Dio

 

2559 «La preghiera è l'elevazione dell'anima a Dio o la domanda a Dio di beni convenienti»[2].

 

Da dove partiamo pregando? Dall'altezza del nostro orgoglio e della nostra volontà o « dal profondo » (Sal 130,1) di un cuore umile e contrito? È colui che si umilia ad essere esaltato[3].

 

L'umiltà è il fondamento della preghiera. «Nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare» (Rm 8,26). L'umiltà è la disposizione necessaria per ricevere gratuitamente il dono della preghiera: l'uomo è un mendicante di Dio[4].

2560 « Se tu conoscessi il dono di Dio! » (Gv 4,10). La meraviglia della preghiera si rivela proprio là, presso i pozzi dove andiamo a cercare la nostra acqua: là Cristo viene ad incontrare ogni essere umano; egli ci cerca per primo ed è lui che ci chiede da bere. Gesù ha sete; la sua domanda sale dalle profondità di Dio che ci desidera. Che lo sappiamo o non lo sappiamo, la preghiera è l’incontro della sete di Dio con la nostra sete. Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui.[5].

 

2561 « Tu gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva » (Gv 4,10). La nostra preghiera di domanda è paradossalmente una risposta. Risposta al lamento del Dio vivente: « Essi hanno abbandonato me, sorgente d’acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate » (Ger 2,13), risposta di fede alla promessa gratuita di salvezza,[6]. risposta d’amore alla sete del Figlio unigenito.[7].

 

La preghiera come alleanza

2562 Da dove viene la preghiera dell'uomo? Qualunque sia il linguaggio della preghiera (gesti e parole), è tutto l'uomo che prega. Ma, per indicare il luogo dal quale sgorga la preghiera, le Scritture parlano talvolta dell'anima o dello spirito, più spesso del cuore (più di mille volte). E il cuore che prega. Se esso è lontano da Dio, l'espressione della preghiera è vana.

2563 Il cuore è la dimora dove sto, dove abito (secondo l'espressione semitica o biblica: dove « discendo »). E’ il nostro centro nascosto, irraggiungibile dalla nostra ragione e dagli altri; solo lo Spirito di Dio può scrutarlo e conoscerlo. E’ il luogo della decisione, che sta nel più profondo delle nostre facoltà psichiche. E’ il luogo della verità, là dove scegliamo la vita o la morte. E’ il luogo dell'incontro, poiché, ad immagine di Dio, viviamo in relazione: è il luogo dell'alleanza.

2564 La preghiera cristiana è una relazione di alleanza tra Dio e l'uomo in Cristo. E’ azione di Dio e dell'uomo; sgorga dallo Spirito Santo e da noi, interamente rivolta al Padre, in unione con la volontà umana del Figlio di Dio fatto uomo.

 

La preghiera come comunione

2565 Nella Nuova Alleanza la preghiera è la relazione vivente dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo Gesù Cristo e con lo Spirito Santo. La grazia del Regno è « l'unione della Santa Trinità tutta intera con lo spirito tutto intero ».[8] La vita di preghiera consiste quindi nell'essere abitualmente alla presenza del Dio tre volte Santo e in comunione con lui. Tale comunione di vita è sempre possibile, perché, mediante il Battesimo, siamo diventati un medesimo essere con Cristo.[9] La preghiera è cristiana in quanto è comunione con Cristo e si dilata nella Chiesa, che è il suo corpo. Le sue dimensioni sono quelle dell'amore di Cristo.[10]

 


[1] Santa Teresa di Gesù Bambino, Manoscritto C, 25r: Manoscritti autobiografici: Opere complete (Libreria Editrice Vaticana 1997) P. 263.

[2] San Giovanni Damasceno, Expositìo fidei, 68 [De fide orthodoxa 3, 24]: PTS 12,167 (PG 94, 1089).

[3] Cf Lc 18,9-14.

[4] Cf Sant'Agostino, Sermo 56, 6, 9: ed. P. Verbraken: Revue Bénédictine 68 (1958) 31 (PL 38, 381).

[5] Cf S. Gregorio Nazianzeno, Oratio 40, 25: SC 358, 261 (PG 36, 398); Sant’Agostino, De diversis quaestionibus octoginta tribus, 64, 4: CCL 44A, 140 (PL 40, 56).

[6] Cf Gv 7,37-39; Is 12,3; 51,1.

[7] Cf Gv 19,28; Zc 12,10; 13,1.

[8] San Gregorio Nazianzeno, Oratio 16,

[9] PG 35, 945. 9Cf Rm 6,5.

[10] Cf Ef 3,18-21.

 

 

La chiamata universale alla preghiera

 

2566 L'uomo è alla ricerca di Dio. Mediante la creazione Dio chiama ogni essere dal nulla all'esistenza. Coronato di gloria e di splendore,1 l'uomo, dopo gli angeli, è capace di riconoscere che il nome del Signore è grande su tutta la terra.2 Anche dopo aver perduto la somiglianza con Dio a causa del peccato, l'uomo rimane ad immagine del suo Creatore. Egli conserva il desiderio di colui che lo chiama all'esistenza. Tutte le religioni testimoniano questa essenziale ricerca da parte degli uomini.3

2567 Dio, per primo, chiama l'uomo. Sia che l'uomo dimentichi il suo Creatore oppure si nasconda lontano dal suo volto, sia che corra dietro ai propri idoli o accusi la divinità di averlo abbandonato, il Dio vivo e vero chiama incessantemente ogni persona al misterioso incontro della preghiera. Questo passo d'amore del Dio fedele viene sempre per primo nella preghiera; il passo dell'uomo è sempre una risposta. A mano a mano che Dio si rivela e rivela l'uomo a se stesso, la preghiera appare come un appello reciproco, un evento di alleanza. Attraverso parole e atti, questo evento impegna il cuore. Si svela lungo tutta la storia della salvezza.


1 Cf Sal 8,6.      2 Cf Sal 8,2.     3 Cf At 17,27.

 

I salmi, preghiera dell'assemblea

 

2585 Dopo Davide, fino alla venuta del Messia, i Libri Sacri contengono testi di preghiera che testimoniano come si sia fatta sempre più profonda la preghiera per se stessi e per gli altri.36

I salmi sono stati a poco a poco riuniti in una raccolta di cinque libri; i Salmi (o « Lodi »), capolavoro della preghiera nell'Antico Testamento.

2586 I salmi nutrono ed esprimono la preghiera del popolo di Dio come assemblea, in occasione delle solenni feste a Gerusalemme e ogni sabato nelle sinagoghe. Questa preghiera è insieme personale e comunitaria; riguarda coloro che pregano e tutti gli uomini; sale dalla Terra santa e dalle comunità della Diaspora, ma abbraccia l'intera creazione; ricorda gli eventi salvifici del passato e si estende fino al compimento della storia; fa memoria delle promesse di Dio già realizzate ed attende il Messia che le compirà definitivamente. Pregati da Cristo e attuati pienamente in lui, i salmi restano essenziali per la preghiera della sua Chiesa.37

2587 II Salterio è il libro in cui la parola di Dio diventa preghiera dell'uomo. Negli altri libri dell'Antico Testamento « le parole dichiarano le opere di Dio per gli uomini e chiariscono il mistero in esse contenuto».38 Nel Salterio le parole del salmista esprimono, cantandole per Dio, le sue opere salvifiche. Il medesimo Spirito ispira l'opera di Dio e la risposta dell'uomo. Cristo unirà l'una e l'altra. In lui, i salmi non cessano di insegnarci a pregare.

2588 Le espressioni multiformi della preghiera dei salmi nascono ad un tempo nella liturgia del Tempio e nel cuore dell'uomo. Si tratti di un inno, di una preghiera di lamentazione o di rendimento di grazie, di una supplica individuale o comunitaria, di un canto regale o di pellegrinaggio, di una meditazione sapienziale, i salmi sono lo specchio delle meraviglie di Dio nella storia del suo popolo e delle situazioni umane vissute dal salmista. Un salmo può rispecchiare un avvenimento del passato, ma è di una sobrietà tale da poter essere pregato in verità dagli uomini di ogni condizione e di ogni tempo.


35 Cf Am 7,2.5; Is 6,5. 8.11; Ger 1,6; 15,15-18; 20,7-18.

36 Cf Esd 9,6-15; Ne 1,4-11; Gio 2,3-10; Tb 3,11-16; Gdt 9,2-14.

37 Cf Principi e norme per la Liturgia delle Ore, 100-109: Liturgia delle Ore, v. 1 (Libreria Editrice Vaticana 1981) p. 62-63.

38 Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 2: AAS 58 (1966) 818.